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Pietre d’inciampo, per non dimenticare

di Mariella Continisio

Le “pietre di inciampo” (Stolpersteine) sono un monumento partecipato creato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le  vittime della deportazione nazista e fascista. L’artista realizza piccole targhe di ottone situate su cubetti grandi come i porfidi delle pavimentazioni stradali, che sono inseriti  nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima.

Sono oltre 40mila  le pietre d’inciampo  poste in 16 Paesi europei. In  Italia le pietre di inciampo si possono vedere sui selciati di Roma, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila e Bolzano. Domani, giovedì 25 settembre,  alle ore 17.30 nella sala conferenze del Museo Diffuso della Resistenza in corso Valdocco 4/a il  progetto “Pietre d’inciampo Torino” sarà presentato alle scuole della città per coinvolgerle nella progettazione e realizzazione di percorsi didattici, nella costruzione di eventi sulla posa e sul mantenimento delle pietre e sulla loro cura.

La fase di avvio dell’iniziativa prevede la messa in posa nel gennaio 2015 delle prime pietre di inciampo, che saranno dedicate alla memoria dei deportati scomparsi nei campi di concentramento e di sterminio. L’iniziativa è promossa dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, dalla Comunità Ebraica di Torino, dal Goethe-Institut Turin e dall’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned).

 

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