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Pietanze a confronto a cascina Falchera

di Mariella Continisio

Sabato mattina la Cascina Falchera (strada Cuognè 109) era affollatissima: un centinaio di bambine e bambini accompagnati da mamma e papà hanno assaporato le pietanze che per cinque giorni alla settimana consumano nei refettori delle loro scuole. L’occasione è stata offerta da Mariagrazia Pellerino, assessora alle Politiche educative della Città, che ha presentato alle famiglie il menu del nuovo anno scolastico. E, novità assoluta,  alcuni piatti sono stati scelti da duecentocinquanta allievi di sei scuole  primarie di Torino – Casalegno (Circoscrizione 2), Perotti e D’Acquisto (Circoscrizione 6), Pellico e Parato (Circoscrizione 8), Castello di Mirafiori (Circoscrizione 10), nell’ambito del progetto Il menu l’ho fatto io.

L’iniziativa  – di durata biennale – ha l’obiettivo di offrire agli studenti la possibilità di partecipare all’elaborazione dei piatti secondo le proprie scelte alimentari. Un “menu partecipato” che coniuga più fattori: salute, rispetto dell’ambiente e gradimento dei pasti consumati. A gran richiesta gli studenti hanno creato un menu davvero appetitoso con il ritorno della pizza, e per acclamazione hanno scelto lasagne con il ragù, cotoletta alla milanese, salsiccia di pollo e tacchino, hamburger, primo sale, ma anche insalata di pomodori e di peperoni, finocchi gratinati. Infine le barrette di cioccolata saranno il loro dessert. E’ stato introdotto il pane all’olio più gustoso e friabile.  Anche la cucina vegana (sono esclusi cibi di origine animale) sempre più diffusa, fa capolino nella mensa scolastica. Alcune famiglie ne hanno fatto richiesta e l’Assessorato alle Politiche educative sta interpellando il Servizio di Dietetica e nutrizione clinica del Dipartimento di scienze della Sanità pubblica e pediatriche dell’Università di Torino.

Cascina Falchera

Cascina Falchera

Il menu l’ho fatto io  – che coinvolge bambini, docenti, famiglie e commissioni mensa –  è un percorso, della durata di nove mesi che coincidono con l’anno scolastico, offerto ad alcune scuole del capoluogo piemontese che desiderano affrontare il tema della ristorazione scolastica e discutere di alcuni temi legati all’alimentazione: dalla prevenzione dell’obesità infantile alla  lettura dell’etichetta dei prodotti,  dalla pratica di  corretti stili di vita alla conoscenza delle filiere alimentari e dei prodotti locali per un consumo consapevole e all’impatto che può avere la produzione di alimenti sull’ambiente. Garantire cibo salubre, completo sotto il profilo nutrizionale, buono e a prezzi equi sono gli obiettivi del Servizio di ristorazione scolastica della Città.

La maggior parte della frutta e della verdura  è prodotta con metodo biologico o integrato – un sistema agricolo a basso impatto ambientale – e sono di filiera interamente locale: coltivati, confezionati e distribuiti in Piemonte. Approvvigionarsi dai produttori comporta alcuni vantaggi come la cooperazione fra i coltivatori, la riduzione dei passaggi intermedi con conseguente contenimento dei costi, l’educazione alla conoscenza dei prodotti tipici, la stagionalità e la freschezza dell’ortofrutta, oltre a ridurre i livelli d’inquinamento. Gli altri prodotti ortofrutticoli non coltivati nella nostra regione, ma di filiera italiana,  devono provenire da coltivazioni biologiche (senza pesticidi). Nelle scuole pubbliche torinesi tutta la carne distribuita è igorosamente di razza bovina piemontese. Anche il burro, le carni avicole di pollo, il latte fresco alta qualità e lo yogurt sono di filiera interamente piemontese.

Il controllo sull’intero sistema di ristorazione è quotidiano e viene effettuato un gruppo di addetti, dipendenti dell’Amministrazione comunale. La Città, inoltre, si avvale di verifiche esterne del  Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino che collabora con l’Istituto Zooprofilattico. Parte integrante del sistema di controllo sono le Commissioni mensa, costituite da genitori e insegnanti. Il loro compito è la verifica della qualità del servizio e raccogliere proposte di miglioramento. Il loro ruolo è stato rafforzato negli ultimi mesi grazie agli incontri tenuti in tutte le scuole di Torino dall’Assessorato alle Politiche educative della Città e dai suoi tecnici. Intanto è in via di definizione una convenzione  con l’Università di Torino per la supervisione di tutta l’attività di controllo e di verifica delle norme igienico-sanitarie nelle cucine e nei refettori scolastici, nei centri di cottura e nei magazzini delle aziende di ristorazione, effettuando a campione analisi sugli alimenti e sulle attrezzature.

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