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Ex-Moi, entro un anno sarà un polo di ricerca avanzata

di Mauro Marras

Politecnico e Università di Torino realizzeranno nelle Arcate dell’ex Mercato Ortofrutticolo un polo di aggregazione multidisciplinare dove insediare attività di didattica e ricerca avanzata, collaborazioni scientifiche e tecnologiche tra gli atenei e con istituzioni pubbliche e private, trasferimento del know-how, in modo da stimolare anche iniziative di sviluppo imprenditoriale.

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Da sin.: Lo Russo, Gilli, Fassino, Ajani, Passoni

La Convenzione urbanistica “per la realizzazione del centro di didattica congiunto Università – Politecnico di Torino sul complesso immobiliare denominato “Arcate” e relativa definizione dei rapporti patrimoniali sulle aree di proprietà comunale” è stata firmata oggi dal sindaco Piero Fassino e dai rettori Gianmaria Ajani (Università) e Marco Gilli (Politecnico), oltre che dagli assessori della Città di Torino Stefano Lo Russo e Gianguido Passoni.

La Città concede in comodato gratuito per un periodo di trent’anni l’intera struttura, esclusi gli edifici su via Giordano Bruno, due maniche lunghe che saranno utilizzate per servizi alla cittadinanza. Una parte degli edifici interni, attualmente dati in concessione a Parcolimpico srl, saranno oggetto di un atto separato tra Parcolimpico e atenei. L’area è di 18mila metri quadrati e gli atenei prevedono di investire 20 milioni, tra fondi propri, fondi Fesr e investimenti privati. Entro il 2015 sarà pronto il progetto, entro un anno i primi insediamenti su circa 5-6mila metri quadrati.

“La concessione a Università e Politecnico delle Arcate, già sede del centro servizi del Villaggio Olimpico durante le Olimpiadi invernali del 2006, ha un interesse strategico per la città – ha affermato il sindaco Piero Fassinol’auspicata riqualificazione della struttura, che ha anche un valore documentale importante nel patrimonio architettonico della città, può dunque essere considerata una prospettiva concreta. La loro rinascita può innescare una generale riqualificazione per l’intera area di piazza Galimberti, molto attesa dai cittadini”. Ma non solo. “Si tratta di un tassello importante nella costruzione della città universitaria”.

Gli atenei torinesi realizzeranno sotto le Arcate un importante polo di ricerca multidisciplinare dove la condivisione di risorse umane e infrastrutture favorirà la ricerca nell’ambito delle scienze per la vita (chirurgia, riabilitazione motoria) attraverso l’incontro e la collaborazione tra ricercatori dell’area medico-chirurgica e dell’area politecnica.

“Le frontiere della ricerca scientifica e tecnologica si collocano sempre di più al confine tra differenti discipline”, ha commentato il rettore del Politecnico di Torino Marco Gilli – “In ambito biomedico, l’integrazione tra le Scuole di Medicina e le Scuole di Ingegneria rappresenta ormai un modello consolidato in molte realtà internazionali: si pensi, per citarne alcuni,  al Technion in Israele, alla partnership tra UC- Berkeley e UC-San Francisco in California e tra Università di Zurigo ed ETH in Svizzera. Nell’area dell’ex MOI nasceranno laboratori congiunti interateneo, frequentati da ricercatori, dottorandi e studenti provenienti dai Dipartimenti dei nostri due Atenei, che condivideranno spazi comuni e svilupperanno progetti di ricerca e di formazione congiunti. Gli ambiti di collaborazione riguarderanno temi strategici di ricerca, quali l’applicazione della robotica e delle nuove tecnologie alle scienze chirurgiche, le tecnologie neuromuscolari e più in generale le neurotecnologie, l’imaging e la telemedicina; il polo contribuirà alla formazione di una nuova generazione di medici ed ingegneri, a partire dal dottorato interateneo in Scienze Cliniche, Chirurgiche e Bioinegneria attivato dallo scorso anno accademico, e alla costituzione di un programma di trasferimento tecnologico con grande attenzione all’attrazione di investimenti strategici e alla promozione di start-up e nuova imprenditorialità in campo biomedico”. Un programma che potrà interessare anche le industrie farmaceutiche e di tecnologiche, dove medici, ingegneri, matematici, fisici, informatici potranno lavorare insieme su progetti trasversali.

 “La realizzazione di un polo di aggregazione congiunto biomedico e bioingeneristico di ricerca e didattica avanzata con particolare attenzione alle tecnologie biomediche nella sede MOI rappresenta una grande opportunità di sviluppo accademico nell’interazione con istituzioni pubbliche e private. – ha dichiarato il Rettore Gianmaria Ajani Il progetto è di assoluta originalità nazionale e trova pochi altri riferimenti anche a livello europeo, mentre si allinea al panorama internazionale più avanzato. L’Università di Torino è molto fiduciosa sul valore strategico e sul successo di questo progetto a livello internazionale.”

La convenzione urbanistica siglata tra la Città e i due Atenei rappresenta un fondamentale punto di svolta per l’individuazione di una funzione strategica di riutilizzo del patrimonio post-olimpico – spiega Stefano Lo Russo, assessore alle Politiche urbanistiche della Città -. Le attività di ricerca, didattica d’eccellenza e trasferimento tecnologico nel campo dell’ingegneria bio-medica rappresentano una fondamentale opportunità di sviluppo della Città e attiveranno occasioni concrete di crescita economica, di creazione d’impresa e di occupazione qualificata. Le arcate MOI sono inoltre il primo e fondamentale tassello della strategia di trasformazione urbana che riguarda l’intero quadrante dell’area del Lingotto dove, in raccordo con le Regione, abbiamo avviato la realizzazione del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino”.

“Prosegue la politica di riconversione degli spazi urbani della nostra Città. La concessione delle arcate e degli altri spazi dell’ex MOI all’Università e al Politecnico per la realizzazione del centro biomedicale consente di valorizzare un bene patrimoniale cittadino scongiurando il pericolo di degrado legato al suo scarso utilizzo” Lo afferma l’assessore al Patrimonio della Città Gianguido Passoni. “Torino si conferma una grande città degli studi e una capitale dell’educazione e del sapere che investe sull’innovazione, sulla conoscenza e sui giovani di talento”.

 

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