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Da Torino a Srebrenica per non dimenticare e costruire un futuro di pace

di Mauro Gentile

Cento ragazzi che partono da Torino per raggiungere una città, la bosniaca Srebrenica, divenuta un simbolo degli orrori che la guerra ha ancora portato nel cuore dell’Europa appena vent’anni fa.
Una viaggio con tanti altri giovani tra i 17 e i 25 anni, provenienti dalle regioni di tutta Italia, per conoscere che cosa è accaduto in quel luogo a metà degli anni Novanta e presentare un progetto, il Manifesto del Meridiano d’Europa, che rappresenta un invito a fare della memoria un ingrediente fondamentale e necessario per costruire, insieme a tutti i giovani cittadini europei, un futuro di pace, libertà e giustizia sociale. Un impegno – come si legge nelle pagine web di Acmos, l’associazione che promuove e organizza l’iniziativa – “una comunità che impari a riconoscere le differenze e a farne la propria ricchezza, a fare tesoro del passato, a stare nel mondo portando il proprio contributo alla cooperazione”.

Domani, sabato 30 maggio alle ore 10, l’iniziativa sarà presentata alla stampa nella Sala Carpanini di Palazzo Civico. All’incontro con i giornalisti saranno presenti il vicesindaco Elide Tisi e Andrea Sacco, presidente di Acmos.

Conclusa la conferenza i ragazzi partiranno in bus alla volta di Trieste dove, come detto, si uniranno a loro altri compagni di viaggio. Nella città bosniaca sono previsti incontri con gli scampati alla pulizia etnica, le associazioni e i soggetti che si sono battuti per ricostruire il tessuto sociale dilaniato da anni di guerra, violenza e odio. “E’ proprio dalla memoria di questi fatti – dicono i ragazzi che hanno contribuito a scrivere il Manifesto del Meridiano – che vogliamo costruire un’Europa diversa”.

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