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“Città delle opportunità”, obiettivo del terzo Piano Strategico

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Campus Einaudi (foto C.Petracci)

 

A quindici anni dall’avvio della prima esperienza di pianificazione della città, il terzo Piano strategico è pronto. Il nuovo progetto di sviluppo economico e sociale per il futuro del capoluogo e dei 38 comuni racchiusi dall’hinterland “Torino Metropoli 2025”, sarà presentato fra poche ore al Museo dell’Automobile davanti a 600 invitati. Si tratta di una manifestazione con le tante persone che hanno contribuito volontariamente e gratuitamente alla sua realizzazione, con i soci di Torino Internazionale e con il più ampio sistema locale.

La Torino del 2025 sarà la città delle opportunità, in cui vale la pena lavorare, investire, studiare e vivere – ha spiegato nel pomeriggio il sindaco, in un’anticipazione ai giornalisti: “Non a caso lo illustriamo in una giornata simbolica per Torino, in cui è stato inaugurato il grattacielo di Intesa San Paolo, in un nesso evidente con la trasformazione urbana, economica e culturale della città”. Una torre, in corso Inghilterra, da cui si ammira tutta Torino e che suscita invidia nei primi fortunati visitatori forestieri che oggi sono saliti e via sms hanno fatto conoscere i loro complimenti al sindaco.

Il piano Strategico è il frutto di un articolato processo inclusivo costati due anni e mezzo di lavori, 150 incontri, 230 enti coinvolti, oltre 500 persone mobilitate: “Questi sono i numeri di questo importante percorso – ha aggiunto Fassino – che legano l’azione pubblica da qui ai prossimi dieci anni. Se i due precedenti piani erano espressione di una fase espansiva dell’economia, quello di oggi contiene un segnale di ottimismo. La sua gestazione è incominciata in una fase di crisi, anche se oggi vediamo i segnali della ripresa”. Si lavorerà attraverso 29 progetti operativi “per costruire la governance metropolitana e abilitare il sistema economico a una nuova fase di sviluppo”. Fra i piani in agenda l’avvio di un’Agenzia strategica per l’economia e gli investimenti e di un’Agenzia per la valorizzazione del patrimonio ambientale, il manager per la Città metropolitana sostenibile, una Task Force per la semplificazione del rapporto tra pubblica amministrazione e imprese. Una Food Commission avrà il compito di promuovere il settore del cibo, mentre uno specifico piano d’azione punterà a fare di Torino una città bilingue.

Tra gli obiettivi del piano vi è la crescita degli investimenti locali, nazionali e internazionali, l’aumento dell’occupazione, il mantenimento e l’incremento dello sviluppo economico, della ricerca scientifica, la valorizzazione della cultura.

E’ un piano – ha spiegato Fassino – che promuove le vocazioni ormai consolidate della città e individua gli strumenti e le politiche per farlo. E’ in continuità con i piani del 2000 e del 2006, ma introduce elementi di novità legati alla nuova situazione economica con meno risorse pubbliche e al fatto che ora si guarda anche alla Città metropolitana. Vogliamo connettere le politiche di sviluppo a politiche di inclusione e coesione sociale“.

Qualche commentatore ha detto che questi Piani assomiglino ai libri dei sogni – ha osservato Valentino Castellani, vicepresidente dell’associazione Torino Internazionale – ma in quello del 2000 c’erano circa 80 progetti e l’80% di questi è stato realizzato. Ne è evidente la trasformazione del Museo Egizio, che già allora avevamo proposto tra gli obiettivi realizzabili“.

Porta Susa (foto C.Petracci)

Porta Susa (foto C.Petracci)

Sono state tre le fasi di lavoro che hanno portato alla pubblicazione del dossier: una prima attività di ascolto dei soci di Torino Internazionale, degli stakeholder locali e di una task force di giovani esperti, chiamati a riflettere sul futuro della città; una seconda fase di elaborazione vera e propria del Piano; una terza fase di approfondimento e verifica della fattibilità dei progetti. I lavori sono stati strutturati in due commissioni – la Commissione Territorio Metropolitano e la Commissione Sviluppo Economico locale-, otto Gruppi tematici – Promozione e attrazione di investimenti, Attrattività locale, Capitale umano, Pubblica amministrazione e impresa, Qualità urbana, Poli di sviluppo economico, Mobilità metropolitana, Infrastruttura verde – tre tavoli “vocazionali strategici” – Università, Cibo e Internazionalizzazione, due responsabili di temi trasversali Sostenibilità e Smart city e un successivo gruppo su Inclusione sociale.

“Torino Metropoli 2025” è uno strumento fortemente selettivo, centrato su una visione di sviluppo – la Città delle opportunità, efficiente per le imprese, attraente per le persone – e due strategie fondamentali: costruire la governance metropolitana, innanzitutto territoriale, ma anche progressivamente dei servizi e delle funzioni amministrative, e abilitare il sistema economico ad una nuova fase di sviluppo. 29 progetti concreti completano l’agenda.

La Torino metropolitana del 2025 dovrà essere, secondo il Piano, una città più vitale, aperta all’iniziativa delle persone e al cambiamento. Questo scenario si esprime nell’idea di una città del “poter fare” che incoraggia l’innovazione e lo sviluppo, un ambiente abilitante, produttivo, dove ognuno può trovare le condizioni favorevoli per il proprio progetto di vita e di impresa. Forte della sua tradizione economica e sociale, della sua identità in continua evoluzione e di una leadership ancora riconosciuta in diversi ambiti, dovrà essere una capitale della nuova manifattura, del terziario avanzato, della ricerca, dell’innovazione e del design; dovrà consolidare il suo ruolo di capitale del turismo, della cultura e dello sport; dovrà offrire un’altissima qualità della vita e dell’ambiente. Dovrà costruire l’agenda di sviluppo economico anche attraverso relazioni e forme di cooperazione strategiche con Milano e Genova, in connessione con tutta la Pianura Padana.

 

Qui la sintesi del documento.

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