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Eurocities, fra arte pubblica e partecipazione

eurocities_logodi Mauro Marras

Il rapporto fra arte pubblica e città è il tema dell’Eurocities culture forum in corso nella nostra città dal 25 al 28 marzo. Questa mattina i partecipanti, rappresentanti di una cinquantina di città europee,  si sono riuniti in Sala Rossa a Palazzo Civico, per un incontro plenario prima di dividersi nei gruppi di studio, previsti nel pomeriggio.

La conferenza ha approfondito i legami tra arte pubblica, creatività, innovazione e partecipazione. Attingendo alla vasta esperienza della città di Torino, che fa parte del board della rete Eurocities, si è discusso di come l’arte pubblica contemporanea permetta lo sviluppo di nuove pratiche artistiche e nuove attività culturali.

Il sindaco, Piero Fassino, ha portato il saluto della Città in apertura dei lavori. “E’ un atteggiamento sbagliato quello di chi pensa che la cultura sia un bene prezioso – ha affermato il sindaco – ma sia anche un lusso che ci si può permettere quando le cose vanno bene. Quando invece le cose vanno male si deve pensare ad altre priorità, tagliando gran parte dei fondi ad essa destinati”.

Prosegue Fassino: “Ritengo invece che, nell’attuale scenario, siano più competitivi quei territori che presentano una migliore qualità della vita: nessuna impresa porta i suoi investimenti in un luogo desolato. La cultura è fattore costitutivo del modello di sviluppo. Allora, l’arte pubblica può essere un fattore di qualità urbana. In questo senso, l’esperienza di Torino è un modello europeo”.

 

Una possibile definizione di arte pubblica è l’appropriazione da parte dei linguaggi artistici del territorio urbano e del tessuto sociale della città. L’arte pubblica diventa quindi un motore di rinnovamento, capace di produrre qualità della vita e di contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di partecipazione. Le amministrazioni locali possono dunque essere soggetti sperimentatori di nuovi scenari attraverso l’arte pubblica.

Nel corso della mattinata, dopo l’intervento del primo cittadino, sono intervenuti Charles Landry, urbanista, uno dei maggiori esperti mondiali sull’uso della creatività e dell’immaginazione per la rinascita delle città, e Anna Detheridge, critica e teorica delle arti visive, direttore di Connecting Cultures, agenzia milanese di ricerca non profit. Poi è toccato ad Aldo Garbarini e Francesco De Biase, direttore e dirigente dei servizi culturali torinesi, raccontare l’esperienza torinese.

 

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